Mi pare che nel mondo del wine blogging italiano si siano tracciate o si stiano tracciando quattro o cinque diverse strade.
La prima è quella più classica, il blog tradizionale, solitario, individuale e individualista, e cito come archetipo della categoria, giusto per capirci,
Vino al Vino di Franco Ziliani, ma anche, per fare un altro esempio, la
Kyle Phillips's Italian Wine Review, scritta in inglese e interamente orientata alla descrizione di degustazioni di vini (lo metto tra gli italiani, questo blog, perché Kyle vive in Toscana da una vita e parla un ottimo italiano con inflessione tosca).
La seconda via è quella dei vignaioli blogger, che non si limitano però a dire di sé e della propria vigna e cantina, ma spaziano abbastanza ad ampio raggio nel settore. Due esempi su tutti: Giampaolo Paglia col suo blog di
Poggio Argentiera, che non va giù tanto per il sottile quando si tratta di parlare di questioni di categoria, e Armin Kobler col
Weinhoh Kobler Weblog, il blog italo-tedesco della sua azienda altoatesina.
La terza corrente, che ha buon successo di audience, si indirizza verso una scrittura a più mani, in pool, buttando l'occhio non solo
(e non tanto) all'attualità, ma anche (e talvolta soprattutto) al gossip e alla
provocazione, con uno stile di scrittura piuttosto brillante. Il caso
lampante è quello di
Intravino, che in poco tempo ha assunto una notorietà mica da scherzi.
L'altra strada è quella del blog specialistico, che si focalizza su un unico territorio, su un'unica titopologia di vino, addirittura su un'unica denominazione. Si tratta di un'opzione ancora poco utilizzata, ma in crescita. In questo scenario credo di essere stato un pioniere, visto che sono ormai passati cinque anni da quando fondai
Bardoc.it, interamente dedicato al Bardolino, poi da me messo messo in stand by quando sono passato a incarichi istituzionali per la denominazione. Ma ora ci sono
Le Mille Bolle Blog, sempre di Ziliani, per il mondo delle bollicine e solo per quelle e poi il sorprendente (e informatissimo, accidenti se lo è)
Trentino Wine Blog per il vino della provincia tridentina, e alla categoria ascriverei anche il blog dei
Saggi Bevitori di Alessandro Carlassare, che è un punto di riferimento per chi voglia informarsi sul mondo prosecchista.
Poi ci sono i blog delle testate cartacee. Il migliore credo sia
Vino di Fabio Rizzari e Ernesto Gentili, curatori della guida enoica de L'Espresso, ospitati, appunto, sul portale della testata.
Tralascio l'altra strada, quella dei blog aziendali, gestiti dagli uffici commerciali delle singole aziende: non mi pare abbiano un grande successo, ed è logico, a mio parere (ma mica pretendo di avere ragione!) che sia così.
Mi pare che il panorama a disposizione di chi ama leggere di vino sia piuttosto ampio: ce n'è per tutti i gusti. E aggratis, per di più.
C'è però un'ideuccia che è filtrata sulla rete nei giorni scorsi e che mi sembra intrigante. L'ha
lanciata Carlo Macchi su WineSurf. Dice Macchi, parlando ai wine blogger: "Perché non federiamo i nostri giornali in una specie di testata multipla, dove una parte è pubblica ed una a pagamento? L’abbonamento potrebbe essere a tutte o ad una sola rivista. In altre parole io potrei fare l’abbonamento annuale cumulativo a (per esempio) Porthos, Winesurf, Intravino, Wine Blog, Vinoalvino, Lavinium etc a X euro, oppure solo l’abbonamento ad una o più di queste riviste ad una cifra inferiore, in cui sia compreso però anche un 'tot' per un fondo comune da dividersi a seconda dei contatti o in altra maniera". La proposta può apparire bizzarra ma è interessante. Una specie di Sky del wine blogging italiano, suddiviso tra più canali. Per chi avesse voglia di cimentarcisi, potrebbe essere la nuova via, quella che mette insieme parecchie delle altre. Perché no?