Angelo PerettiMetti una sera a cena in riva al lago. Il mio lago, il Garda. Menù di pesce, of course. Voglia d'un bicchiere di vino. Ma rosso. Un bicchiere, due al massimo: fa caldo. Cerchi fra le mezzine, allora, ché il ristorante ne è ben fornito (bravi!). Trovi il Pinot Nero 2007 di Franz Haas. Può essere la soluzione. Ordini.
Arriva la bottiglietta. Chiusa con lo Stelvin.
Ora, chi mi dicesse ancora che la capsula a vite va bene per i vini bianchi ma non per i rossi, be', rischierei di mandarlo a quel paese. Quanto meno, Haas ha ragione da vendere: col Pinot Nero ci sta eccome, lo Stelvin.
Il vino è in forma smagliante.
Colore assolutamente pinoteggiante, e dunque scarico ma brillante.
Al naso è fascinosamente varietale. La fragola, le spezie.
In bocca è succoso di fruttino, ancora speziato. Il tannino è morbido.
Si beve che è un piacere.
Alla faccia di chi ancora ha dei dubbi.
Eppure anche lì, al ristorante Alla Fassa, a ridosso della spiaggia di Castelletto di Brenzone, mi si dice che quand'arriva in tavola la bottiglia chiusa con la vite, c'è chi storce il naso, chi rifiuta il vino.
I luoghi comuni son difficili da sfatare. I pregiudizi pure.
Sfatiamoli. Haas fa bene ad insistere. Anche col Pinot Nero.
Due lieti faccini :-) :-)
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