Se n'è scritto e parlato molto, di recente, e dunque non varrebbe neppure la pena tornarci sopra. Però mi pare che le cose non stiano buttando troppo bene. E allora mi domando come la metterà chi s'è fatto vanto del fatto che, previsioni vendemmiali alla mano, quest'anno probabilmente l'Italia sorpasserà la Francia in termini di quantità di vino prodotto. Premesso che non dobbiamo spezzare le reni a nessuno, sapere che la produzione di vino italiano potrebbe segnare un aumento fino al 5% rispetto allo scorso anno, portandosi sopra ai 47,5 milioni di ettolitri, mentre i transalpini ne faranno "solo" 47,3 milioni di ettolitri (contro i 46,7 milioni dell'anno passato) non mi esalta. E non è solo questione di qualità, ché di vino-schifezza se ne fa in Italia come in Francia. E così pure di vino di qualità, anche se per le produzioni di punta i francesi ci battono, non c'è verso, a meno che si voglia negare l'evidenza ed esser sciovinisti ad ogni costo.
Quel che dovrebbe preoccupare è che non sarà facile trovarsi con una simile massa di vino a disposizione quando il mercato arranca e in giro per l'Italia ci sono cantine già colme prima di vendemmiare e le giacenze in certe zone si fanno via via più problematiche e i prezzi spesso scendono in picchiata. Dove lo mettiamo tutto 'sto vino nuovo? A chi lo venderemo? A quali prezzi? Ammesso e non concesso che troviamo chi il vino ce lo compri, i prezzi - bassi - che dovremo mollare per quanto tempo ce li dovremo poi accollare? Anni, probabilmente. Si sa: i prezzi farli scendere si fa in fretta, ma poi risalire è durissima.
Ma è mica solo questo che mi dà qualche grattacapo. Gli è che il tempo ci ha messo del suo. Miseria se ha fatto freddo e ha fatto acqua in quest'estate. E le conseguenze si vedono in certe vigne: uve dalla buccia sottile sottile che si spacca come niente, attacchi di botrite, marciume. C'è chi in queste ore sta vendemmiando cert'uve bianche in frett'e furia per salvare il salvabile, ma con uve del genere si fa il vino che si può, ed è già tanto. Settembre rimetterà le cose a posto? Speriamo di sì. Speriamo che ci sia un settembre soleggiato, che porti avanti bene la maturazione, senza che si fermi l'attività delle piante, senza che arrivino rogne sanitarie.
Speriamo: ne hanno bisogno, di speranza, i vigneron.
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